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Dal maggio 1979 opera in Torino la delegazione dell'Associazione Italiana di Cultura Classica (A.I.C.C.) con sede presso il Presidente prof. Renato Uglione, C.so Italia 12 - 13041 Bianzè (VC); detta delegazione, fondata e presieduta dal prof. Renato Uglione (che è anche vicepresidente nazionale dell'Associazione), nel corso di oltre 30 anni di intenso lavoro, ha organizzato in Torino eventi culturali di notevole risonanza, sia regionale, sia nazionale: in particolare una ventina di convegni nazionali, che hanno registrato l'elevata partecipazione di un pubblico qualificato e diversificato (docenti, studenti, studiosi, uomini di cultura), proveniente da ogni parte d'Italia (con una media oscillante tra le quattrocento e le mille presenze).

Di questa notevole attività organizzativa, didattica, scientifica e convegnistica fanno fede i numerosi volumi degli atti dei predetti convegni, recensiti dalle maggiori riviste scientifiche nazionali e internazionali del settore. Volendo meglio consolidare una presenza tanto significativa nella realtà culturale torinese e italiana e al fine anche di non disperdere l'immenso "patrimonio morale" accumulato in più di 30 anni di feconda attività, alcuni amici e dirigenti della delegazione torinese dell'Associazione Italiana di Cultura Classica hanno deciso di fondare a Torino un Centro Europeo di Studi Umanistici (C.E.S.U.), totalmente autonomo, regolarmente registrato, con proprio statuto e veste giuridica ben definita, dedicandolo a Erasmo da Rotterdam, anche in considerazione del fatto che il grande umanista fiammingo conseguì proprio nell'ateneo torinese la laurea in teologia. Scopo precipuo che questo Centro Studi si prefigge è quello di favorire e promuovere la conoscenza e lo studio delle radici greco-romano-cristiane della nostra Europa e, in particolare, del loro lascito più significativo: quell'importantissimo filone umanistico fondante l'identità culturale stessa del nostro Occidente.

La dote di partenza è costituita dal vastissimo pubblico che già viene costantemente e abitualmente coinvolto nelle numerose iniziative a livello cittadino, regionale e nazionale promosse dalla delegazione di Torino dell'A.I.C.C.: convegni, giornate di studio, corsi di cultura classica, cicli di conferenze "Incontri con gli Antichi", viaggi di studio. Una dote che può, in qualche modo, essere "quantificata" dall'imponente indirizzario di circa tremila nominativi raccolti, nel corso di questi 30 anni, in occasione di tali iniziative. Abbiamo, pertanto, ritenuto di dover raccogliere e rinnovare, nell'ambito di un Centro di Studi Umanistici, tutte queste vastissime potenzialità che si sono stratificate e consolidate in oltre 30 anni di attività promosse dalla A.I.C.C., dando loro uno spazio di indagine e di presenza ancora più ampio. L'obiettivo principale che il Centro Studi "Erasmo da Rotterdam" si propone è quello di favorire e promuovere la conoscenza, lo studio e l'approfondimento della cultura umanistica nelle sue diverse forme, componenti e manifestazioni (dalle sue origini greco-romano- cristiane alla sua tenace sopravvivenza / persistenza medievale, fino alla sua "riscoperta" rinascimentale, che l'ha consegnata al mondo moderno) mediante l'organizzazione di convegni nazionali e internazionali, giornate di studio, seminari, dibattiti, corsi di lingue e di cultura, corsi di aggiornamento e specializzazione, nonché la pubblicazione di testi, studi, ricerche.

A intraprendere un simile, ambizioso progetto siamo stati spinti altresì dalla ferma convinzione che fondazioni culturali di questo tipo saranno destinate a giocare in futuro un ruolo di sempre più vitale importanza. Siamo, infatti, tutti consapevoli della gravissima crisi che la cultura umanistica sta attraversando, e non solo in Italia. Nella scuola lo spazio per un insegnamento rigoroso e scientifico delle discipline umanistiche è probabilmente destinato a ridursi in maniera considerevole. Ovviamente, resta un dovere precipuo di quanti operano nella scuola fare ogni sforzo perché essa continui ad assolvere degnamente quella che è stata tradizionalmente la sua funzione: la scuola e l'università sono, e debbono restare, la sede primaria dell'insegnamento e della ricerca. Ma nell'attuale contesto ogni cultura seria, e non solo quella umanistica, dovrà fare affidamento, più che in passato, anche su quegli spazi che si aprono al di fuori delle istituzioni educative e didattiche.

La battaglia per la salvezza della cultura dovrà, insomma, essere condotta non solo dagli "addetti ai lavori" (intellettuali e insegnanti), ma anche da quei cittadini seriamente preoccupati della loro formazione, che rifiutano di riconoscersi in quel "pensiero unico" che per imporsi ha necessità di deprimere ogni consapevolezza critica. È perciò quanto mai auspicabile che si moltiplichi l'attività di fondazioni e centri culturali allo scopo di salvaguardare e promuovere una cultura ancora degna di questo nome e restìa ad ogni forma di omologazione.






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